sabato, 12 aprile 2008
Mine colorate racchiuse in barattoli di vetro.
Erano un tocco di luce nel mio studio.
Cominciai a tenerle da parte quando Michele mi disse che da bambino le collezionava. Che le teneva ancora tutte.
Stupidamente pensai di salvarle anch'io per dargliele appena sarei andata a Livorno. Da lui.
Usavo matite colorate sui miei libri, sui quaderni pieni di appunti ed esercizi. Contavo le punte cadute in silenzio. Aspettavo di arrivare ad un centinaio per portargliele.
Quando lo lasciai non smisi.
Per una forma di rispetto, per un tacito accordo tra noi, continuai a salvarle sapendo che sarebbero arrivate nelle sue mani. Nonostante non parlassimo più. Nonostante la rabbia e il rancore a separarci. Salvavo mine in vasetti di vetro trasparente e ne ornavo il mio studio. Per Michele.
Continuai persino dopo che lo scorso anni lui mi chiese il contatto msn per chattare e passò le uniche tre volte a vomitarmi addosso la sua frustrazione, la sua rabbia e il suo rancore verso di me, continuando a fare stupidi paragoni su quanto la sua ragazza attuale fosse molto più carina di me, molto più simpatica di me, con un carattere molto migliore del mio. E silenziosamente, di fronte a quello schermo, pensavo poveretta lei. Poveretta lei che anziché avere un ragazzo che la ama per ciò che è, che anziché tenere a lei come un fidanzato dovrebbe, si limita a usarla come piccolo trofeo per dimostrare alla sua ex ragazza che la sua vita va alla grande anche senza di lei. Che tutto sommato è stato davvero meglio essere stati scaricati perchè ora si ha una ragazza molto migliore. E non si accorgeva che ai miei occhi appariva solo più perdente. Più perdente lui e una poveretta lei, a non sapere tutte queste cose. E finì di nuovo. Perchè alla terza volta passata a sentirlo parlare e lodare la sua nuova ragazza, a sentirlo dire che ero un cesso in confronto a lei ecc ecc, gli dissi chiaro e tondo che io amavo il mio ragazzo e pensavo le stesse cose, ma non ero tanto frustrata da sentire il bisogno di rinfacciarglielo costantemente perchè non avevo porte rimaste aperte con lui. Si limitò a replicare: “Ho capito...” e mi bloccò.
Fine.
Però non smisi. Aumentavano i vasetti di vetro carichi di mine colorate. Pensavo di lasciarle ai miei figli. Tutti i bambini, prima o poi, pensano di cominciare a collezionare mine colorate. Pochi concretizzano, ma tutti ci pensano.
Un giorno, alzando lo sguardo, il mio ragazzo vide quei vasetti sulle mensole. Mi chiese cosa fossero. “Mine colorate” risposi io “Michele le collezionava da bambino e quando stavo con lui ho cominciato a tenerle da parte per dargliele....”
“Ma tu e Michele non vi sentite più... cosa te ne fai ora?”
“Le tengo per i miei bambini...”
Lui rimase in silenzio. Li guardò con quei suoi occhi grandi, rotondi e verdi che si fecero ancora più grandi. E chiese perchè. Senza aggiungere altro. Disse proprio: “Perchè?”
Talvolta facciamo cose prive di senso senza rendercene conto e sono proprio le reazioni degli altri a spingerci a capire, afferrare il nesso che ci mancava per giungere alla giusta conclusione.
Quella non era la collezione dei miei bambini. Non lo sarebbe mai stata. Quella era la collezione di Michele e non aveva senso continuarla perchè non avrei potuto fargliela avere. E vedendo come si era comportato l'ultima volta, perdonate l'ironia, mi sorge ora il dubbio che avrebbe potuto accettarle replicando “Ma la mia ragazza le colleziona meglio”
Fu una cosa ponderata. La sera bevvi il mio thè fumante fissandole. E pensai a ciò che appariva, a ciò che era in realtà, ai significati che spesso sfuggono ai nostri occhi.
Finii il mio thè con calma. Poi presi i vasetti. Tutti. Scesi in cucina e levai i tappi di sughero. Aprii la pattumiera e, lentamente, rovesciai tutto il contenuto. Un vasetto dopo l'altro. Abbandonai il vetro in un angolo e andai a dormire. Una notte di tre mesi fa.
Mimas
| 13:33
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venerdì, 04 aprile 2008

Mimas
| 01:09
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Ali strappate
Ho urlato fino a che la gola non mi ha sanguinato
ma non è servito a nulla Ho cercato tanto a lungo ciò che avevo perso ma non
l'ho più trovato.... Se non lasci il segno se non ti distingui dalla massa
morirai senza essere qualcuno nessuno saprà chi sei, anche se, a dire il vero,
segno o non segno sarà sempre così.... ...scegliendo di morire dopo aver
lasciato un segno di se stessi illudendosi che qualcuno ci amerà, dopo la nostra
morte, si ricorderà di noi, ma mai sarà così. E' proprio questo il bello del
segno, è l'illusione di restare eterni
Io, l'Angelo
"Mimas ma sei davvero triste? Pensavo scherzassi" (Morgana)
"trasmetti benessere e gioia di vivere, sdrammatizzi tutto.. ma se per un'attimo
guardo quello che c'è dietro.." (Morgana)
"Non è certo andando avanti a parlare con metafore e allusioni che mi aiuterai a
capire e ad aiutarti..." (Luos)
"Riesci sempre a lasciarmi basito Eli, complimenti. Senza di te davvero questa
vita sarebbe + monotona.. grazie di esistere... nella tua pazzia contagiosa e
alienante sei unica!" (Mauro)
"te l'ho detto che nn ti lascerò più, anche se nn me lo hai ancora chiesto..vuoi
che nn ti lasci più?" (Marco)
"ah, eli eli eli" (Marco)
"tu poni dei limiti a tutto. Secondo te tutto ciò che c'è di bello è destinato a
finire... è come se avessi paura di soffrire..." (Dany)
"nn sono mai riuscito a capire chi fossi...però tu sei sempre riuscita a vedere
in me quello che vedevo io...e spesso prima che io lo vedessi...forse è per
colpa tua che sono diventato così..."(Luos)
"che ti sta succedendo...? Hai perso la tua luce..."(Ugo)
"Ma quante paranoie di merda ti fai. Sei un concentrato di paranoie"(MicioNero)
"Sei una nuova eroina... la SUPER FICIALE"(MicioNero)
"Tu hai un gusto incredibile per il fru fru..."(Micia)
Frammenti delle persone che amo
MORGANA
Ho imparato che è meglio non fidarsi di nessuno. Neanche di te stessa. Potresti
tradirti da sola.
..
E’ tremendo essere nella mia testa.
..
Lasciati trascinare dall'istinto, fai quello che ti suggerisce il cuore e
fottitene delle
conseguenze. Non mi sono mai pentita neanke dei miei errori + grandi.
UGO
Io ho visto e fatto tante cose... ma tu? Cosa fai tu? Chi ti consola quando sei
giù? Chi ti stringe quando piangi?
..
Ti ricordi la prima volta in stazione... non sono arrivato in ritardo, sono
rimasto dietro al palo a guardarti mentre leggevi...
DANY
la vita è effimera e bisogna viverla intensamente. Fai in modo che ogni attimo
della tua vita sia
pieno... altrimenti un giorno, guardandoti indietro, proverai solo rimpianto per
non averla
vissuta...
LUOS
..tutto passa, e io non sono il tipo da fermare la corrente, tantomeno da
invertirne il corso.è solo che....qualche volta vorrei poter assaporare la
soddisfazione...quella soddisfazione che davvero..non sò cosa sia.
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